Allargare gli orizzonti: un giorno alla conferenza EAHIL a Rotterdam

La pandemia ha cambiato molte cose, soprattutto nel modo di comunicare. La modalità online, l’unica che abbiamo potuto sperimentare per quasi due interi anni, è diventata ora parte integrante del nostro modo di lavorare, non un’eccezione come prima del COVID. Ma anche altri sono i lasciti della pandemia. La conferenza dell’associazione europea delle biblioteche EAHIL, tenutasi a Rotterdam lo scorso 1-3 giugno 2022, aveva per titolo Broaden the horizons e puntava molto sul cercare di comprendere le lezioni apprese dal punto di vista delle biblioteche come servizi di documentazione e informazione, supporto alla ricerca e agenzie culturali inserite nei più diversi contesti.

Già il discorso di apertura della conferenza, Changing perspective, la mattina dell’1 giugno, tenuto da un filosofo e comico molto noto in Olanda, Paul Smit mi è stato riportato come molto interessante. Ha intrattenuto i presenti, in modo coinvolgente e divertente, parlando di ciò che influenza il cervello e provoca il cambiamento nel comportamento umano, dell’innovazione e della collaborazione. Un thinking out of the box che sarebbe molto necessario anche da noi in questa fase di ripartenza che chiede un cambio di prospettiva in molti campi sia per le persone che per le organizzazioni.

Vi racconterò di seguito a mia esperienza Eahil che si è limitata a una giornata, il 2 giugno, anche se, in quella giornata, ho raccolto anche i racconti e i commenti dei colleghi presenti il giorno prima. Frequento l’Eahil con una certa periodicità fin dalla sua nascita, alla fine degli anni ’80, quando ancora aveva un altro nome. Inoltre, membri della nostra associazione sono parte del Board e del Council, alcune ne sono state presidenti.

La logistica e le persone

Rotterdam è una città moderna, un grande porto innanzitutto, con una bella parte medievale. Il grande edificio in cui era ospitata la conferenza Eahil, De Doelen in Kruisplein Straat, 40, è un luogo multifunzione, fondamentalmente un centro per conferenze e concerti che era stato distrutto dai bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale (maggio 1940) e ricostruito nel 1966 e anni successivi. Il Comitato locale ha fatto una scelta molto green: riduzione al minimo di oggetti cartacei, niente programma su carta e cibo di tipo vegetariano per tutti. Nel piano dove c’erano la maggior parte delle aule e l’aula conferenze erano attive per tutto il tempo due massaggiatrici. Bastava chiedere per ottenere un massaggio a schiena, spalle, braccia. Le ho sempre viste al lavoro. Un indicatore di attenzione alla totalità delle persone, non solo alla loro mente ma anche al loro corpo. 

Infine le persone:  è stata la parte più intensa della giornata. Incontrare di nuovo in persona dopo tanto tempo alcuni colleghi di altri paesi d’Europa con i quali ormai vi è una certa consuetudine, è stato davvero molto bello.  E poi il piccolo gruppetto degli italiani, ridotto ma vivace, fatto di persone che lavorano in Italia e all’estero. È stimolante ritrovarsi all’estero fra colleghi o ex colleghi, si cerca di dare del proprio meglio, ci si sente un po’ degli ambasciatori, si sente il bisogno di creare sinergie.

Il programma Eahil 2022

Resources and Metrics; Data; Professionals connected; Education; Evidence Syntheses; Information Retrieval erano i temi, le sessioni in cui si è declinato il tema generale Broaden the horizons –  diversity, partnership and innovation with a human touch, più un’altra sessione Everything interesting. A tali temi afferivano le presentazioni orali, i poster, i workshop interattivi e le sessioni plenarie. La conferenza si è svolta in presenza dall’1 al 3 giugno e da remoto il 9 e 10 giugno. Già in fase di sottomissione degli abstract, veniva chiesto agli autori di sottolineare gli aspetti dell’interazione umana nel proprio contributo. Devo ammettere che questo insistere sullo human touch da parte del gruppo organizzatore, in gran parte olandese, ha un po’ spiazzato alcuni di noi, abituati a ritenere più tipicamente “mediterraneo” che “nordico” l’accento sugli aspetti umani e relazionali del lavoro.

Valentina Bozzato e Giuliana Prevedello, bibliotecarie dell’Istituto Oncologico Veneto, autrici di una bella relazione dal titolo Unexpected readings: looking for beauty in books at the Hospice of Padua (Italy), presentata nella sessione Everything interesting del 2 giugno, hanno così espresso questa sensazione: “Quando abbiamo sottomesso l’abstract non eravamo certe che il topic fosse attinente al contesto dell’EAHIL, perché il nostro progetto riguardava la lettura di libri non scientifici presso un Hospice. Speravamo molto di poter partecipare al congresso perché desideravamo condividere esperienze con la comunità internazionale e portare a casa nuove idee”. E invece questi temi sono stati molto apprezzati come anche quello della comunicazione fra colleghi e con i ricercatori. Ad esempio, nella sessione Professionals Connected della mattina del 2 giugno, cui ho partecipato anche io come relatore, mi ha molto colpito la presentazione di Tuulevi Ovaska, bibliotecaria dell’Università della Finlandia orientale, dal titolo Coordinating and developing university library communications — my job, everybody’s task. Tuulevi sostiene in conclusione: “Comunicare i servizi e le collezioni della biblioteca è essenziale e dovrebbe far parte della strategia della biblioteca ed essere incluso nelle job description di tutti i membri del personale, ognuno al suo livello, in modo che gli utenti ottengano le informazioni di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno”. È questo, a suo parere, il miglior lascito della pandemia, l’importanza della comunicazione, non la tecnologia, ed è anche, a mio parere, il miglior modo di fare marketing della biblioteca.

La mia presentazione, dal titolo RIB, the Italian Repository of the Health Libraries and Information Professionals, an Omeka S Digital interactive platform era un contributo a più mani: GIDIF RBM, Università di Milano, Editrice Bibliografica e verteva su una piattaforma costruita con un software open source (Omeka S appunto) allo scopo di documentare e far conoscere la storia e il ruolo delle biblioteche e dei centri di documentazione biomedica in Italia attraverso loro prodotti e progetti significativi. I feedback sono stati positivi, qualche collega ha detto che ogni paese dovrebbe documentare la storia e la professionalità dei suoi documentalisti biomedici attraverso le cose fatte. Il rischio dell’invisibilità di tale professione non è infatti solo un problema italiano. Per la verità RIB funziona ed è facile contribuirvi – benvenuti i contribuiti!– ma necessita di aiuto da parte di un informatico esperto del programma, è un prodotto con ampi margini di miglioramento. Tuttavia, mi ha fatto piacere portare questo contributo: parlare con i fatti è sempre meglio che lamentarsi.

Fra gli italiani, veramente di qualità la presentazione da remoto – causa COVID – di Paola De Castro, responsabile della biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità che con Elisabetta Poltronieri, Federica Napolitani e altre hanno presentato Archiss, l’archivio digitale delle foto storiche ISS che ha preso forma parallelamente al Museo ISS che contiene un’ampia selezione di materiali di interesse scientifico, storico e artistico conservati presso l’Istituto. Un bell’esempio di approccio MAB, Musei Archivi Biblioteche, in concreto, molto utile anche per finalità educative.

Un altro tema non tecnologico su cui vertevano varie presentazioni e poster, è stato quello della collaborazione trattato in modo molto operativo, valutandone i costi e i benefici. Collaborazione  fra bibliotecari documentalisti e ricercatori, medici, biologi, farmacisti, veterinari, informatici…fra biblioteca e comunità. Stimolante sul tema, l’intervento di Eli Harriss e Sabine Klein, rispettivamente dell’università di Oxford e di Zurigo, Collaboration between the librarian and researchers, che hanno presentato due casi studio per raccontare la natura olistica e totale di ciò che può accadere quando un bibliotecario lavora con i ricercatori per collaborare a un progetto di revisione sistematica, Hanno utilizzato il modello ‘total’ per considerare l’ampiezza delle competenze richieste al personale della biblioteca – capacità di project management; gestione delle persone; gestione del tempo; comunicazione; insegnamento e information literacy – includendo anche gli aspetti emotivi nella gestione, per esempio, degli utenti molto esigenti.

Parlando con i giovani colleghi presenti anche il giorno precedente, mi sono state riportate come molto interessanti le presentazioni della sezione Resources and Metrics. Colleghi belgi, spagnoli, portoghesi, italiani e lituani hanno presentato esperienze relative al ruolo della biblioteca nel massimizzare l’impatto scientifico della propria istituzione (università di Ghent), l’analisi dell’uso degli identificativi persistenti e una checklist dei requisiti di qualità dei repository istituzionali (Spagna), un lavoro multicentrico sull’innovazione nella peer review a partire dai preprint, la formazione dei professionisti sanitari alla familiarizzazione con profili di disambiguazione quali l’ORCID (ISS), le sfide delle biblioteca nel promuovere il Research Information System e la scienza aperta (Lituania). Temi di grande attualità anche in vista del nostro prossimo Simposio GIDIF-RBM sul Gestire, conservare, trasmettere i dati della scienza nei Repository biomedici, che si terrà a Monza il prossimo 8 luglio.

Un altro tema classico è stato quello delle revisioni sistematiche trattato in molte sessioni, poster, discussioni. Provare a intravedere il futuro delle revisioni sistematiche era l’obiettivo della sessione plenaria con esperti, moderata da Louise Farragher, cui ho assistito la mattina del 2 giugno. Nell’analisi del presente, è emerso da parecchi studi che una buona quantità di revisioni sistematiche presentano forti debolezze soprattutto per quanto riguarda la metodologia della ricerca bibliografica, tema su cui i documentalisti sono particolarmente ferrati ma non sempre coinvolti sia nella fase di ricerca che nel reporting.

Prima di partire, non poteva mancare un passaggio nel foyer dell’edificio a vedere i poster su carta che erano esposti: pochi ma di grande interesse. Confesso che sono stata catturata dal poster delle mie ex colleghe Emanuela Ferrarin e Chiara Cipolat Mis del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, che presentavano il risultato di una co-produzione con i clinici Youtube videos for improving literacy skills for cancer healthcare professionals and improve patient empowerment nell’ambito delle attività di Patient Education & Empowerment. Ragioni affettive in parte ma non solo.

“Siamo tornate a casa con una coscienza più ampia di ciò che la figura professionale di una bibliotecaria o un bibliotecario possono rappresentare anche in un contesto internazionale. La condivisione del sapere è fondamentale nel nostro mestiere.Di nuovo a casa spingeremo per la ricerca dell’interdisciplinarità  che arricchisce i nostri punti di vista e continueremo a cercare modi attivi per cambiare, anche solo un po’ alla volta”. Così mi hanno raccontato a posteriori le giovani colleghe dell’Istituto Oncologico Veneto e questo credo sia il valore aggiunto della presenza. La settimana successiva, comunque, la Conferenza si è svolta anche online per dare la possibilità a tutti quelli che desideravano partecipare da remoto così come le presentazioni sono accessibili tramite la piattaforma ConfTool. Questo doppio canale – fisico e virtuale, high tech e human touch – è una delle possibilità più entusiasmanti, a mio parere, dei tempi difficili in cui stiamo vivendo. L’importante è saperle cogliere.

In definitiva, incontrarsi di persona a Rotterdam ha significato per me vivere un’esperienza non semplicemente partecipare a un evento.


Promemoria di Rodari e il ruolo in continua evoluzione della nostra professione

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra
.

Così recita l’ultima strofa di Promemoria, una poesia di Gianni Rodari che, in questi tempi difficili, si trova frequentemente appesa ai recinti delle scuole. I bambini cercano di far fronte alla paura con l’aiuto degli insegnanti, delle cose da imparare, della letteratura per l’infanzia e del gioco insieme.

L’apprendimento continuo e la letteratura possono essere di sostegno e di speranza anche per noi adulti e la nostra associazione cerca di dare il suo contributo sul piano professionale.

Condividiamo perciò qualche spunto di ricerca e due lavori recenti che ci sono stati suggeriti:

Non dimenticate inoltre i prossimi appuntamenti: il corso di statistica a maggio su Zoom e l’evento speciale in presenza a Monza – assemblea dei soci con elezioni, Workshop e visita alla Villa Reale – il prossimo 8 luglio 2022.

È questo il nostro modo di starvi vicini e augurare una serena BUONA PASQUA a voi e ai vostri cari!

Zotero, EndNote, Mendeley, Open Refine: il video e un articolo per continuare a fruire il workshop GIDIF RBM alle Stelline 2022

Anche chi non era presente può seguire il workshop GIDIF RBM dello scorso 11 marzo 2022 sugli strumenti Zotero, Mendeley, Endnote, Openrefine nelle attività di ricerca e nei flussi di lavoro in biblioteca, attraverso due canali:

  • il video su Youtube pubblicato dall’editrice Bibliografica sui canali ufficiali del convegno Bibliostar
  • un articolo di riflessione scritto su Medici Oggi, insieme ai relatori e a membri del direttivo GIDIF, da Alessandro Gallo, Healthcare Springer Italia, che era presente al convegno.
  • Buon ascolto e buona lettura e grazie per i vostri feedback!

Corsi EXCEL per bibliotecari e Statistica avanzata

Continuano gli appuntamenti della GIDIF-RBM Academy iniziati lo scorso anno.

La seconda edizione del corso Excel per bibliotecari si terrà in modalità online su piattaforma Zoom i giorni 30 marzo, 6 e 13 aprile dalle 13,30 alle 16,00.

La docente sarà, come nella prima edizione, Sara Fort, formatrice esperta sull’utilizzo di Excel per chi gestisce biblioteche, centri di documentazione e di ricerca.

Nel mese di maggio si svolgerà invece la IIa parte, avanzata, del Corso di statistica e di metodologia della ricerca per i servizi bibliotecari-documentalistici. La docente sarà la Dottoressa Mariangela V. Puci dell’Unità di Biostatistica ed Epidemiologia Clinica, Università di Sassari e Università di Pavia.

Il corso prevede 4 incontri nei giorni 4, 11, 18 e 25 maggio dalle 11,00 alle 13,00. La modalità di partecipazione anche per questo evento è online su piattaforma Zoom.

I corsi sono gratuiti per i soci in regola con la quota associativa 2022.

Le iscrizioni sono aperte, inviate una mail a direttivo@gidif-rbm.org.

Per i dettagli ed i programmi scaricate le locandine

Zotero, Mendeley, Endnote, OpenRefine nelle attività di supporto alla ricerca e nei flussi di lavoro in biblioteca: workshop GIDIF RBM a BiblioStar 2022

Anche quest’anno saremo presenti alle Stelline in presenza e online, come ormai si conviene nel tempo della post pandemia. Il tema del convegno BiblioStar 2022 verte sulle tre leve della biblioteca – innovazione, prossimità, comunità – e anche noi del biomedico intendiamo declinare tali aspetti nel nostro workshop.

Nel nostro workshop, che si terrà la mattina dell’11 marzo 2022, tratteremo dei software di reference management che, in realtà, non sono una novità per chi si occupa di supporto alla ricerca nelle biblioteche. Tali programmi infatti esistevano già prima del web. Chi di noi ha qualche anno in più ricorda di aver iniziato a fare formazione proprio insegnando alla propria comunità di riferimento ad avvalersi di tali strumenti come utili ausili nel citare gli articoli in fase di scrittura dei manoscritti, nel redigere la lista delle referenze secondo lo stile citazionale richiesto dalla rivista e poi cambiarlo automaticamente in caso di cambio della rivista.

Con il passare degli anni, i software si sono moltiplicati ed evoluti nelle loro funzioni ma l’aspetto innovativo consiste nel loro utilizzo oltre le bibliografie e di questo tratteremo nel nostro workshop con Silvia Gianola, Mauro Mazzocut, Simone Cocchi. Dopo una presentazione delle caratteristiche dei principali software, vedremo come usarli nell’analisi e selezione degli articoli in fase di revisione sistematica, nell’implementazione e aggiornamento del proprio profilo di ricercatore e in altre funzioni. Accenneremo anche ad altri strumenti – quali OpenRefine – che si possono usare in combinazione per pulire, trasformare il formato e arricchire grandi quantità di dati bibliografici.

Offrire spunti basati su pratiche sostenibili per innovare i servizi offerti alle nostre comunità di riferimento in un’ottica di prossimità, cioè di vicinanza ai nostri utenti nei modi più diversi che si potranno percorrere nell’era post pandemica, è l’intento del nostro workshop.

La partecipazione è aperta a tutti i partecipanti in presenza al convegno BiblioStar previa iscrizione e verifica di Green Pass rafforzato all’ingresso. La partecipazione online è riservata a tutti i soci GIDIF RBM in regola con la quota di iscrizione 2022 che si prenoteranno inviando una mail a direttivo@gidif-rbm.org

Vi aspettiamo numerosi!

TRAINING OF TRAINERS EDUCATIONAL STRATEGIES IN STEM INFORMATION LITERACY

Il progetto europeo BRAIN@WORK, capofila la Biblioteca del Consiglio Nazionale delle Ricerche dell’Area di Ricerca di Bologna, ha aperto le iscrizioni al corso di formazione che si svolgerà a distanza (piattaforma Zoom) rivolto a formatori, insegnanti e bibliotecari interessati alla metodologia Problem-Based Learning -PBL.

Scopo del corso è illustrare e condividere i fondamenti della metodologia PBL guidando i partecipanti nell’impostazione di nuove unità di apprendimento che affrontino tematiche di Information Literacy a partire da un problema reale.

Il corso si terrà in lingua inglese nei giorni 22 Febbraio e 8 Marzo 2022 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e prevede anche una sessione di lavoro in piccoli gruppi; pertanto il limite delle iscrizioni è fino a 60 partecipanti.

Contatti: biblio-education@area.bo.cnr.it

Iscrizione: www.brainatworkproject.eu/the-training-of-trainers

Instagram: www.instagram.com/bibliocnrbo

Facebook: www.facebook.com/bibliotecaCNRbologna

Il Direttivo GIDIF RBM

“Senti chi parla”

A cura di Rebecca De Fiore del Pensiero Scientifico Editore, sono stati pubblicati
nella rubrica Senti chi parla – Cultura e Società due interessanti articoli: Tante
informazioni e nuove sfide. Come covid-19 ha rivoluzionato le biblioteche
scientifiche”
e “Biblioteche mediche, documentalisti e nuovi bisogni di aggiornamento”.


Dato l’accattivante titolo della rubrica, le pubblicazioni sono state confezionate
chiedendo ad alcuni professionisti, impegnati da anni nel campo della
documentazione ed informazione scientifica, di sintetizzare lo stato e l’evoluzione dei
bisogni informativi anche in funzione dei cambiamenti post pandemia.


Anche noi del GIDIF-RBM siamo stati interpellati a testimonianza di come
l’Associazione rimanga un punto di riferimento e sia riconosciuta come una fonte di
qualità capace di offrire ancora, oltre alle competenze tecniche, stimolanti spunti di
riflessioni su un mondo che è cambiato, sta cambiando e, inesorabilmente, cambierà
di nuovo e che questo Gruppo Italiano di Documentalisti accoglierà sempre con
entusiasmo non sottraendosi alle nuove “consegne” che riceverà.

Non si piange sulla propria storia,
si cambia rotta…

Benedetto Spinoza, L’Etica

Per il Direttivo, Silvia Molinari e Chiara Formigoni

Auguri di Buon Natale 2021 e Sereno Anno 2022

Giunti alla fine del secondo anno dell’era della pandemia da COVID 19, ci ritroviamo a fare qualche bilancio dell’anno 2021 e presentarvi le nostre proposte per il 2022.

Sono stati mesi contrassegnati dalla ripresa di molte attività in modalità di convivenza con il virus, grazie soprattutto ad alcuni preziosi strumenti di protezione di cui ora disponiamo. Purtuttavia, volevamo farvi gli auguri di Natale in persona anche se a distanza ma proprio ieri è sopravvenuto il lutto in famiglia di una collega del direttivo GIDIF RBM. Ci sentiamo di rispettare il suo dolore ed esprimerle la nostra vicinanza in memoria anche di altre persone care mancate nel corso dell’anno.

Vi lasciamo però in allegato un breve bilancio delle cose fatte e le nostre proposte 2022. Rimane sempre vivo il nostro invito a farci avere le vostre proposte per l’aggiornamento e la formazione continua della nostra professione e vi ringraziamo per quelle già avanzate di cui terremo conto.

Vi ringraziamo per i vostri riscontri e auspichiamo che i nostri più calorosi auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo giungano a ognuno di voi e ai vostri cari!

Il Direttivo GIDIF RBM

Survey sulla nuova piattaforma GIDIF RBM-Bibliografica presentata alle Stelline

Molti i partecipanti in streaming, oltre ai presenti in aula Toscanini, Il 30 settembre 2021 alle Stelline al corso su Banche dati biomediche a confronto in era COVID. PubMed vs Embase, tenuto da Chiara Formigoni e Francesca Gualtieri. Lo potrete rivedere a breve sul canale ufficiale del Convegno. Sarà nostra cura informarvi non appena disponibile.

Dopo il corso, Ivana Truccolo e il prof Fabio Venuda hanno presentato il progetto di una nuova piattaforma che riguarda noi biblio-documentalisti biomedici e le biblioteche-centri di documentazione sulla salute in cui operiamo. Si tratta di un progetto condiviso GIDIF RBM-Editrice Bibliografica che nasce da un prototipo fatto con l’Università Statale di Milano nell’ambito del Master in Digital Humanities 2020. Ha l’obiettivo di documentare la nostra storia, le evoluzioni della nostra professione, i prodotti collaborativi, il rapporto con le professioni sorelle e molto altro con articoli, immagini, video, interviste, libri, siti e pagine web. Si rivolge a professionisti della documentazione e della comunicazione biomedica, studenti, operatori sanitari, cittadini… Sarà gestito con un software opensource che permette alla piattaforma di essere interattiva, aperta e partecipata.

Ci interessa molto il vostro parere anche per dare un nome al progetto. Grazie se compilate il breve questionario al link https://forms.gle/3yBZ2Fx7AUaTTnLD8

Il prototipo di partenza è accessibile al seguente link https://itbdm2021.omeka.net . Al nuovo progetto hanno collaborato colleghi del mondo delle biblioteche, dell’editoria, della biblioterapia, ma il progetto è aperto alle collaborazioni e alle sponsorizzazioni.

Tempo di fine estate, tempo di passaggi…

Anche quest’anno è arrivata l’estate, un’estate caldissima, e ora, fine di agosto, va finendo! La pandemia da COVID-19 ci tiene ancora in scacco perché il virus muta, ma grazie ai vaccini e qualche altra accortezza, cominciamo a trovare il modo di conviverci. Molte parti del mondo bruciano per incendi più o meno dolosi, mentre in altre i temporali dovuti ai cambiamenti climatici creano situazioni difficili da fronteggiare. Purtroppo la guerra continua a imporsi come l’unica soluzione in molti paesi del mondo e le popolazioni in fuga dai disastri climatici e umanitari sono sempre di più. Poco prima di Ferragosto, è morto Gino Strada, il fondatore di Emergency, e tutti ci sentiamo più soli. I paesi occidentali hanno lasciato l’Afghanistan che è tornato in mano ai talebani: donne e bambine son le prime a pagare…Siamo nel mezzo di cambiamenti epocali, lo si sente nell’aria.

In questo tempo così effervescente, le piccole storie non fanno notizia. Eppure sono importanti perché di esse è fatta la Storia. Colleghe come Fulvia Merlini o Alessandra Loreti sono uscite dalla scena lavorativa quasi in sordina. Eppure sono state, in modo diverso ma similare, dei capisaldi della documentazione biomedica nelle loro istituzioni e noi sentiamo il dovere di non lasciar passare la loro uscita in silenzio.

Fulvia è stata per lunghi anni fino al giugno di quest’anno la responsabile della Biblioteca dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, svolgendo un’attività fondamentale all’interno della Direzione Scientifica del suo Istituto e, contemporaneamente, collaborando intensamente in reti collaborative quali NILDE, il sistema di richiesta e fornitura articoli ideato da colleghi del CNR- Biblioteca Area di Bologna e in BiblioSan e ACNP. Fulvia è membro del consiglio direttivo del GIDIF RBM dal settembre 2019. Il suo spirito concreto, aperto alle innovazioni e collaborativo ha quindi modo di continuare a esprimersi ed è nostro auspicio che la sua attività sia continuata e magari potenziata nel suo ex Istituto.

Alessandra è stata per molti anni la responsabile della Biblioteca dell’IRCCS Ospedale Bambin Gesù di Roma fino a metà luglio 2021 e faceva parte del comitato di gestione di BiblioSan, il sistema di biblioteche biomediche degli IRCCS supportato dal Ministero della Salute. Alessandra non faceva parte del GIDIF RBM ma le è sempre stata vicina. La sua attività di bibliotecaria documentalista si è contraddistinta per una instancabile attività di supporto informativo e formativo ai suoi utenti e una grande capacità innovatrice. La sua capacità di crescere giovani colleghi competenti e preparati fa ben sperare che la sua biblioteca continui come un servizio che funziona ed è utile alla sua istituzione.

Altre colleghe e colleghi sono andati in pensione di recente. Fra questi, Franco Tony, responsabile della biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Comitato di gestione BiblioSan, Rossella Ballarini, bibliotecaria dell’IRCCS Istituto Tumori di Milano, attuale revisore dei conti del GIDIF RBM. E poi Enrica Veronesi, responsabile della Biblioteca di Ingegneria e Medicina dell’Università di Brescia e Angela Carbonaro, responsabile della biblioteca dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova. Sono le persone nate negli anni ’50 del secolo scorso, gli anni della ricostruzione postbellica, dei fatti di Ungheria, dell’invenzione del telefono a gettoni e della bici Graziella…Persone di spessore che hanno iniziato a lavorare negli anni dell’avvento dei personal computer, delle banche dati biomediche, cui accedevano online già prima di Internet, dei cataloghi condivisi, della cooperazione e automazione bibliotecaria.

Sappiamo che alcuni hanno potuto passare il testimone a giovani colleghi, ai quali va tutto il nostro augurio di buon lavoro! Ci auguriamo di poter offrire ai giovani supporto e opportunità formative in quanto quella del documentalista biomedico è una professione in continua evoluzione e necessita di un aggiornamento continuo.

il bibliotecario documentalista biomedico fa parte di quei professionisti non sanitari che operano nel campo della salute – quali ingegneri, statistici, addetti alla comunicazione – che nessuno si sognerebbe di sostituire con un professionista qualsiasi.

In tempi di transizione digitale i biblio-documentalisti biomedici sono già avanti in questa direzione, hanno una professionalità non facile da costruire e mantenere aggiornata, laddove ci sono costituiscono un valore aggiunto per le organizzazioni cui afferiscono.

Noi auspichiamo che questo valore non vada perso, semmai migliorato e valorizzato a tutto vantaggio degli operatori della salute e dei pazienti.