PubMed: possiamo migliorare la nuova versione?

Carissimi, dal 18 maggio la vecchia versione PubMed Legacy, è andata in pensione.

Molte sono le novità interessanti, potente è il nuovo algoritmo di ricerca, ma sono molte anche le perplessità espresse dai soci e dai colleghi per l’assenza di funzionalità avanzate che limitano le operazioni possibili con il database.
Il GIDIF-RBM si propone di contribuire al miglioramento della nuova versione di PubMed raccogliendo le segnalazioni dei professionisti dell’informazione biomedica italiana e facendole pervenire alla National Library of Medicine.

Scrivete a direttivo@gidif-rbm.org

Da mesi il GIDIF_RBM sta seguendo lo sviluppo della nuova interfaccia di PubMed.
Il corso di formazione organizzato lo scorso novembre a Milano, è stata la prima occasione di confronto nella comunità bibliotecaria italiana sugli sviluppi della nuova interfaccia di PubMed. 
I professionisti della documentazione scientifica sono certamente i più esigenti nell’utilizzo di funzionalità avanzate di ricerca, ordinamento e interazione.
Questo perché nel loro lavoro si trovano a dover soddisfare richieste di ricerche bibliografiche approfondite, fuori dalla portata del ricercatore o del professionista sanitario, e di reportistica altrettanto dettagliata. 
In questo senso, la nuova versione di PubMed sembra aver sacrificato alcune funzionalità davvero rilevanti per il lavoro del professionista. 

Alcuni esempi:

  • Ordinamento dei risultati: oggi PubMed permette l’ordinamento dei risultati solo per rilevanza e data. Sono state tolte opzioni di ordinamento dei risultati come First Author, Last Author, Journal, Title utili a ordinare velocemente i risultati per soddisfare richieste di ricerca diverse dal mero reperimento del contenuto di un articolo.
  • Invio delle ricerche via mail: nella nuova versione, la strategia di ricerca utilizzata dal bibliotecario non viene più inserita automaticamente nel corpo del messaggio come accadeva nel vecchio PubMed. Inoltrare la strategia di ricerca permette ad un collega o anche ad un altro ricercatore di ripercorrere il percorso fatto dal bibliotecario, ed eventualmente raffinarlo, modificarlo o semplicemente comunicarlo in una pubblicazione scientifica.
  • Opzioni di display: come per l’ordinamento sono state limitate a due opzioni – summary e abstract – ma erano molto utili anche le altre opzioni presenti nella versione legacy: il formato summary e abstract in plain, il MEDLINE, l’XML, la PMID List. Alcune di queste visualizzazioni sono state inserite nell’opzione di salvataggio, ma non sono disponibili come visualizzazione immediata, per esempio nella costruzione di una nuova stringa di ricerca. 
  • L’esportazione dei risultati di una ricerca verso un Citation manager è disponibile solo nel formato .nbib. A differenza di formati standard quali BibTex e RIS che sono stati eliminati nella attuale versione, il formato .nbib non è compatibile con la maggior parte dei software di gestione bibliografica oggi disponibili.  

 Le funzionalità elencate ad altre che potrebbero emergere in futuro, possono convivere tranquillamente con le comprensibili esigenze di semplificazione dell’utente medio.
Per questo vorremmo farci portavoce della comunità dei bibliotecari e documentalisti biomedici italiani, per contribuire a migliorare uno degli strumenti di riferimento per la nostra professione. Scriveteci!