Appello per il diritto di accesso alla conoscenza scientifica in stato di emergenza

Il GIDIF RBM è fra i firmatari dell’ “Appello per il diritto di accesso alla conoscenza scientifica in stato di emergenza” pubblicato oggi sulla piattaforma aavaz.org.

L’iniziativa è stata promossa dal CBN di NILDE per chiedere all’Associazione Italiana Editori di rimuovere temporaneamente delle clausole restrittive negli accordi di licenza, che consenta, in questo momento di emergenza per il Paese, di poter supportare al meglio tutti gli utenti nell’uso delle collezioni digitali e dei servizi remoti.

In particolare, nell’ambito che ci compete, di poter fornire a tutti i professionisti sanitari e i ricercatori impegnati quotidianamente nel contrasto all’epidemia di COVID 19 di accedere alla documentazione scientifica migliore e più aggiornata, anche nelle difficili condizioni di lavoro imposte dall’emergenza.

Vi invitiamo quindi a FIRMARE e DIVULGARE il nostro appello.

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Bibliostar Pharma 2019: la circolarità della comunicazione in sanità

Si avvicina l’annuale appuntamento di Bibliostar e il GIDIF-RBM non poteva mancare!
Il 15 marzo presso la sala Toscanini del palazzo delle Stelline in corso Magenta, si terrà il convegno: “La circolarità della comunicazione in sanità: potenza e rischi”.
La conferenza sarà dedicata al delicato tema della comunicazione nel mondo biomedico dal punto di vista professionale, gestionale, tecnico, tecnologico , etico e filosofico.
Il programma infatti prevede interventi di:

  • ore 09.50: Infodemiology: quando la medicina incontra le nuove tecnologie dell’informazione. Umberto Gelatti, Dipartimento Specialità Medico Chirurgiche, Scienze Radiologiche e Sanità Pubblica dell’Università di Brescia
  • ore 10.10: Biopolitica dello sciame: l’uomo digitale. Alessandro Di Grazia, Philopraxis – Consulenza e pratiche filosofiche. Redattore della rivista Aut Aut, Trieste
  • ore 10.30: Comunicare l’identità di una organizzazione sanitaria. Marco Trivelli, Direttore generale ASST degli Spedali Civili di Brescia
  • ore 10.50: Comunicazione Oncologica nell’era dei Social Media. Silvio Ken Garattini, Dipartimento di Medicina (DAME), Università di Udine
  • ore 11.30: L’assistenza infermieristica e la professione nell’era dell’informazione web. Barbara Mangiacavalli, Federazione Nazionale delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) e Dario Cremonesi, Ordine Professioni Infermieristiche, Como
  • 11.50 Janssen Medical Cloud: il portale per l’aggiornamento continuo dei medici. Sara Cazzaniga, Medical Affairs Operational Excellence, Janssen Cilag, Italia
  • ore 12.10 La pazienza dei sassi: parlare con i bambini e con il mondo. Ierma Sega, paziente scrittrice
  • ore 12.30 ISS Salute: il portale al servizio del cittadino. Maurella Della Seta e Franco Toni, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Vi ricordiamo che per partecipare all’evento è necessaria l’iscrizione gratuita.

Iscriviti al convegno
Scarica la locandina con il programma completo

Vi aspettiamo numerosi!

Cacciatori di frodi: riflessioni sul workshop Bibliosan del 1 dicembre 2017

Il Ministero della Salute ha ospitato il Workshop dal titolo “Cacciatori di frodi” ovvero “Riflessioni e azioni per un’etica della ricerca” promosso dal Comitato di Gestione Bibliosan.

Miglior sede non poteva essere scelta per affrontare un argomento così importante e delicato affidato ad interventi di alto profilo che hanno tutti offerto originali e diversi “point of view” su come l’integrità della ricerca scientifica passi attraverso concetti, quali: crisi di riproducibilità (Alessandro Giuliani, ISS Roma), valutazione massiva della ricerca e dei ricercatori (Alberto Baccini, Università di Siena), trasparenza e responsabilità della e nella peer review (Alessandro Pierno, Università di Firenze), retraction nella letteratura (Emanuela Moncada, IRCCS Bambino Gesù Roma), applicazione di software antiplagio (Piero Grandesso, Univerità di Bologna), selezione e controllo editoriale (Massimiliano Carloni, Clarivate Analytics).

In conclusione una stimolante tavola rotonda moderata da Cesare Peccarisi, responsabile della comunicazione scientifica dell’Accademi Limpe-DISMOV, ha condotto la platea a una dovuta meditazione sui temi trattati

Nonostante il problema della frode scientifica non sia nuovo né superato, siamo confortati dal fatto che i sistemi di valutazione del Ministero della Salute e quelli della Commissione per l’etica e l’integrità della ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) si affidano a protocolli operativi  computerizzati che controllano, con un alto grado di affidabilità, errori e/o frodi affiancati  da un accurato screening delle ricerche che fra le sue maglie lascia passare solo studi comprovati da immettere poi nel web, il grande moltiplicatore di informazioni.

In tal senso Gaetano Guglielmi (Direttore Ufficio 3-Rete IRCCS e Ricerca Corrente, Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità) ed Elena Mancini (Segretario Scientifico della Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR) hanno rassicurato il pubblico di biblotecari, e non solo, di mezza Italia intervenuti all’evento.

Più pungenti invece le considerazioni del Direttore Scientifico dell’IRCCS Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, che ha sottolineato come per patologie quali l’infezione da HIV o da Zika Virus un’adeguata e seria informazione abbia un’importanza pari a quella che ha nella clinica una loro identificazione precoce allo scopo di permettere, sia un tempestivo trattamento gestito da centri di alta specializzazione con grandi casistiche, sia un accesso a strumenti diagnostici e terapeutici innovativi.

Il prof. Ippolito ha illustrato come poco positiva sia stata l’esperienza del Global Virus Network (GVN) in cui lo Spallanzani è stato coinvolto all’interno della  “Zika Task Force” con i maggiori esperti del mondo. Il progetto doveva essere una risposta alla pandemia che avrebbe dovuto rendere disponibili e condivisibili in rete le informazioni e la ricerca a livello internazionale; in realtà si è scontrato con gli interessi dell’industria privata che ha finito per veicolare l’informazione a dispetto delle conoscenze scientifiche che lo Spallanzani aveva acquisito, grazie anche a un progetto di collaborazione con i colleghi di Slovenia e Brasile sulla patogenesi dell’infezione Zika. Scoperte che non è stato possibile condividere con gli altri membri della Task Force com’era nelle previsioni.

L’informazione è spesso condizionata da un’industria farmaceutica che investe un terzo del bilancio complessivo in marketing , ha rincarato il Direttore Scientifico dell’IRCCS Santa Lucia di Roma, Carlo Caltagirone, cioè il doppio di quanto spende nella ricerca.

Ogni giorno i mass media propongono terapie risolutive per malattie vere o presunte; il punto è che la metà /un terzo degli studi della ricerca biomedica non giunge a pubblicazione, senza che esista un obbligo per la pubblicazione delle ricerche svolte e, soprattutto, se si tratta di studi con esiti negativi la probabilità che vengano pubblicati cala vertiginosamente.

Come indica la Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze ), occorrerebbe registrare tutti i trial clinici e riportarne tutti i risultati in quanto la loro pubblicazione produce indubbi benefici per i pazienti, i ricercatori, i professionisti sanitari e le agenzie regolatorie di tutto il mondo.

E ciò avrebbe principalmente quattro obiettivi:

  1. promuovere e consolidare la formazione continua dei professionisti sanitari come processo di auto-apprendimento permanente integrato nella pratica clinica;
  2. migliorare la qualità metodologica, l’etica, l’integrità, la rilevanza clinica e il valore sociale della ricerca sanitaria;
  3. favorire il trasferimento delle migliori evidenze scientifiche alle decisioni professionali, manageriali e di politica sanitaria;
  4. migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria in termini di sicurezza, efficacia, appropriatezza, equità, coinvolgimento degli utenti, efficienza.

E’ una precipua responsabilità contribuire non solo al progresso delle conoscenze ma anche al progresso della metodologia della ricerca; questo permetterà di migliorare la salute e la vita delle persone.

E la responsabilità verso il valore e la riduzione di sprechi della ricerca, va a ricadere inevitabilmente su finanziatori, enti regolatori, organizzazioni commerciali, editori, editor-in-chief di riviste biomediche, ricercatori, stakeholders etc…

GIMBE è l’unica organizzazione in Italia ad aver aderito ufficialmente alla campagna REWARD Statement indicando che, pur essendo consapevoli degli sforzi compiuti, per eccellere nella ricerca i margini di miglioramento per ridurre gli sprechi e aumentare il valore dei contributi sono ampi e questo potenziale sarebbe massimizzato quando:

  • le priorità di ricerca rispondono ai bisogni delle persone;
  • la pianificazione, conduzione e analisi della ricerca sono effettuate con adeguato rigore metodologico;
  • il processo di regolamentazione e gestione della ricerca è proporzionato ai rischi per i partecipanti;
  • tutte le informazioni su metodi e risultati della ricerca sono rese note e accessibili;
  • i report della ricerca sono completi e utilizzabili.

Non ultimo l’eclettico Enrico Alleva, Direttore del Centro di Riferimento Scienze Comportamentali e Salute Mentale del’ISS di Roma, ci ha portato, anche se per poco, in un “bel mondo” raccontandoci come fin da giovanissimo con Rita Levi Montalcini sia stato rapito dall’autentica atmosfera dei laboratori di ricerca; come se i suoi piccioni viaggiatori, che ha studiato da etologo, ci potessero far volare in un altro mondo possibile.

Ispirandoci a Enrico Bucci e al suo libro Cattivi Scienziati (Add Editore 2015), è come se la triade Hegeliana,  aspirante alla libertà e al superamento della schiavitù, sia stata sostituita dalla triade FFP (Fabbricazione di articoli basati su dati falsi/inventati, Falsificazione/manipolazione dolosa dei dati; Plagio/auto-plagio, moltiplicare gli articoli sullo stesso esperimento), una modalità che di dialettico e di costruttivo ha scarsa connotazione se non quello di aggrovigliarsi su sé stessa senza possibilità alcuna di rendere il mondo, e in particolare il mondo della ricerca, libero da interessi che di scientifico hanno ben poco.

 

Come sopravvivere al caos della disinformazione medica?

Se lo chiede John Ioannidis nell’articolo pubblicato da European Journal of Clinical Investigation .

Quello dell’overloading e della qualità delle pubblicazioni scientifiche è, infatti, un grosso problema: poco di quanto viene pubblicato nella letteratura scientifica può essere considerato affidabile e soprattutto utile a professionisti e pazienti per prendere decisioni che hanno una ricaduta clinica.

A questo problema si aggiunge il fatto che la maggior parte dei professionisti sanitari, dei giornalisti e divulgatori dei mass media, ignorano questo grave problema, e spesso non hanno neppure le competenze per una valutazione critica della qualità della letteratura scientifica.

Di conseguenza a pazienti e cittadini arrivano informazioni mediche che molto spesso non sono basate su evidenze concrete o su ricerche metodologicamente corrette (revisioni sistematiche).

Secondo l’autore, per sopravvivere nella giungla della disinformazione medica è necessario educare ed istruire il personale medico e sanitario alla lettura critica della letteratura scientifica, delle revisioni sistematiche, alla comunicazione dell’evidenze mediche a pazienti e familiari.

In tutto questo, quale ruolo può giocare il bibliotecario biomedico?

Secondo noi importantissimo, attore di mediazione culturale tra scienza e pubblico.

Grande annata degli Altmetrics: le metriche alternative sbarcano su Amazon!

Grande annata per le metriche alternative.
L’inizio dell’anno ci aveva sorpreso con il passaggio della piattaforma Plum X -Analytics da Ebsco ad Elsevier.
Poco dopo, anche Web of Science depone le armi e autorizza il portale Altmetric.com ad integrare i propri dati citazionali all’interno del piattaforma Explorer creata per le istituzioni.
Piattaforma che già ospitava i dati citazionali di Scopus.
In tal modo, a seconda dei propri abbonamenti, un’isitituzione potrebbe avere a disposizione entrambi i dati citazionali di Scopus e WoS assieme alle metriche alternative.

Elsevier non può certo stare alla finestra, ed a fine Luglio rilancia ed integra i dati di PlumX Metrics direttamente in Scopus, Pure, e nelle proprie riviste.

A questo punto dell’anno ci si aspettava una pausa in vista della prossima conferenza sugli Altmetrics, denominata 4:AM,  che si terrà a Toronto dal 26 al 29 Settembre 2017 per capire i futuri trends e novità.

Invece no. Non paghi di seguire i principali editori inclusi: Taylor and Francis, Springer, Cambridge University Press and Wiley e di aver inventato Badges for Books, con un colpo da maestro, Euan Adie e soci, del portale Altmetric.com, annunciano a partire da Settembre la presenza dei propri dati metrici su Amazon per quanto riguarda la parte relativa ai libri.

Questa nuova funzionalità ha già prodotto enormi volumi di dati: in soli pochi giorni Altmetric ha trovato oltre 145.000 nuove menzioni di 3.000 libri di Amazon quotati da Twitter e oltre 20.000 citati da altre fonti, come notizie, blog e documenti politici. Si prevedono circa 2 milioni menzioni annue che si riferiscono direttamente ad un record di Amazon per un ogni libro.

Niente paura: questi dati saranno combinati con dati di “attenzione” che Altmetric sta già monitorando su altre piattaforme, come ad esempio la versione ospitata di Google dei libri. In tal modo i dati vengono quindi “disambiguati” per fornire, in tempo reale, i dati relativi all’attenzione suscitata dal singolo libro.  I dati sono accessibili tramite i badges forniti da Altmetric e tramite la piattaforma Explorer.

Se volete saperne di più e per ulteriori informazioni sulle integrazioni e le opzioni di accesso , vi è l’opportunità di partecipare al il prossimo webinar: Altmetric for Books: Exploring the Amazon, che si terrà il 14 Settembre 2017 ore 15:00 BST. Eccovi il link Altmetric for Books: Exploring the Amazon.