Nuovo Glossario di Biblioteconomia: discutendo di parole, di glossari e di altro ancora con Ferruccio Diozzi

Ospitiamo con piacere l’intervento del collega Ferruccio Diozzi autore del Nuovo glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione. Ferruccio Diozzi è responsabile del Centro Documentazione & Knowledge Managemnet del CIRA, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali. Studioso di problemi di storia del socialismo, autore da anni attivo nel dominio della biblioteconomia e della scienzadell’informazione, conta circa 250 pubblicazioni di vario carattere disciplinaretra cui sei libri. Ricopre o ha ricoperto cariche in diverse associazioni scientifiche ed è attualmente direttore di “AlBNotizie” e presidentedell’associazione “Amici di Città della Scienza”.

Sono lieto di partecipare alle conversazioni che si sono aperte sul mio lavoro Nuovo glossario di biblioteconomia  e scienza dell’informazione, rispondendo, in questo caso particolare, all’invito degli amici del GIDIF RBM, e di Ivana Truccolo in particolare, sul blog dell’associazione

Dico subito che, come altri traguardi lavorativi raggiunti, questo libro si è sviluppato anche per reazione alle restrizioni che la pandemia ci ha imposto, ormai da più di un anno.
Faccio parte del segmento di persone,  in Italia probabilmente minoritario, che ha potuto lavorare da subito da casa.
E’ stato importante che la mia azienda, il CIRA, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, abbia da subito scelto di proseguire le attività  a distanza, mettendo a frutto gli importanti investimenti realizzati negli anni passati nelle infrastrutture di calcolo. Sin dal primo lockdown ci siamo abituati così ad un ritmo di vita completamente diverso che, a fronte di qualche diseconomia e sovrapposizione impropria con la vita di tutti i giorni, nel mio caso particolare ha consentito di migliorare molto l’efficacia nel lavoro, risparmiandomolto  tempo.
Ciò mi ha permesso di far coesistere, sempre meglio, diverse attività professionali con il mio primo impegno. Sono riuscito, ad esempio, assieme alla redazione di “AIB Notizie”, a dare un contributo specifico della testata, incoraggiando i nostri lettori, ad una sempre maggiore collaborazione sulle tematiche dell’ora.

Ho poi ripreso in mano un’idea già sviluppata  da qualche tempo, che puntava a una specifica attività nel campo della terminologia professionale. Nel 2018 infatti, rispondendo ad un call dell’ASSITERM, Associazione Italiana di Terminologia, con un gruppo di autori, che comprendeva, oltre chi scrive e Rosa Sannino per il CIRA,  Giuliana Vitiello e Monica Sebillo per l’Università degli studi di  Salerno, Vittorio Ponzani per l’AIB, avevamo  preparato e presentato un paper dedicato alla prospettiva di un moderno glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione.
In quel lavoro notavamo come, nello scenario italiano delle discipline biblioteconomiche e di scienza dell’informazione, fossero stati realizzati due glossari e  altri strumenti terminologici che seguivano l’evoluzione dei domini disciplinari di riferimento, i cambiamenti intervenuti nelle impostazioni di questo tipo di strumento, le innovazioni tecnologiche.
In questo contesto intendevamo proporre un ulteriore sviluppo, tentando di prefigurare un nuovo strumento terminologico che tenesse conto di una pluralità di esperienze, di università, di enti di ricerca, di associazioni scientifiche e professionali.

Quest’idea ha preso forma un po’ più avanti nel tempo, anche a partire da esperienze professionali avute nell’Unione Europea[1] ed è stato durante i mesi del lockdown dell’anno passato,attraverso un paio di lunghe conversazioni telefoniche con Massimo Belotti dell’Editrice Bibliografica. Mi fa molto piacere ribadire, anche in questa sede,come Massimo Belotti abbia rappresentato un elemento decisivo nella vicenda: Massimo, con cui ci conosciamo da più di trent’anni, ha rivestito e riveste un ruolo chiave nel progresso degli studi biblioteconomici e di scienza dell’informazione in questo Paese. Egli è stato ed è un moderno organizzatore di cultura le cui scelte editoriali hanno contribuito in maniera importante alla crescita delle discipline di riferimento e devo a lui, alla sua capacità, ma anche all’entusiasmo con cui accoglie idee e proposte editoriali che possono rivelarsi vincenti, l’incoraggiamento decisivo per sviluppare il lavoro. 

Lavoro la cui idea di partenza è molto semplice: esistevano due strumenti pubblicati negli anni passati, quello di Vigini del 1985 ed il mio del 2003.[2] A partire da quei glossari  si è voluto sviluppare un libro in grado di essere pensato e scritto per la comunità professionale dei bibliotecari, dei documentalisti, degli archivisti, degli specialisti dell’informazione ma capace di rivolgersi  anche ad altri segmenti di pubblico come i docenti, i ricercatori e gli studenti universitari; gli editori e i librai; le persone operanti nel settore delle tecnologie dell’informazione; i giornalisti e i comunicatori;  naturalmente, gli  utenti dei servizi di biblioteca e di informazione. Per tutti il libro vuole essere uno strumento di supporto agli studi del dominio disciplinare di riferimento o di guida all’uso di biblioteche e di servizi d’informazione.

Il Nuovo glossario non ha pretese di completezza, caratteristica praticamente impossibile da raggiungere in un’epoca in cui la rapidità dell’evoluzione concettuale delle discipline di riferimento assume, e assumerà sempre più in futuro, una dimensione incomprimibile. Ha però una caratteristica: mantenendo una visione d’insieme, in un rigoroso ordinamento alfabetico, può scomporsi e ricomporsi in raggruppamenti logici, in cluster costruiti su una lemmi logicamente vicini. I lettori diranno se questo obiettivo è stato colto.

Naturalmente, malgrado la pandemia, il libro non nasce come opera di un autore “isolato”.
Ho anzi ampiamente  approfittato della competenza professionale di molti colleghe e colleghi che voglio nuovamente qui ricordare e ringraziare: Francesca Cadeddu, che ha rivisto i lemmi relativi alla tematica delle biblioteche carcerarie; Carlo Camerlingo, che ha operato la revisione di quelli di carattere organizzativo;  Raimondo Di Maio, che  ha contribuito direttamente ad alcuni lemmi inerenti il mercato librario  e l’editoria; Francesco Mazzetta, per un intervento specifico sul gaming in biblioteca; Domenico Quagliarella, con cui si è rivista l’intera parte informatica; Mariolina Rascaglia, che ha preso in carico  lemmi  riferiti al libro antico e fornito, al tempo stesso, intelligenti contributi ad alcune impostazioni;  Rosanna Sannino, che ha curato una puntuale revisione della normativa tecnica e alcune voci relative alla letteratura grigia; Ivana Truccolo, per alcuni contributi sui bibliotecari bio-sanitari; Erika Vettone, che ha lavorato sui termini archivistici. Da questo punto di vista sono lieto di poter testimoniare come questo modo di lavorare e di collaborare sia intellettualmente quanto di più gradevole ci possa attendere in tempi tanto difficili come quello che stiamo vivendo.

Infine, per quanto un lavoro di questo genere debba essere asettico, la mia appartenenza e la mia cultura professionale hanno certamente avuto un peso. I lettori, in particolare quelli appartenenti alla nostra comunità professionale, non potranno non ritrovare l’eco  delle mie passate esperienze, italiane ed internazionali, nel campo della Documentazione, o quelle, ancora correnti, della mia specifica attività lavorativa. Nell’insieme però ho sempre tentato di mantenere un approccio generale  nel senso migliore del termine, per fare in modo che il libro fosse davvero uno strumento di tutti. Ed è questo l’auspicio con cui scrivo queste righe, rispondendo con grande piacere alla richiesta di amici storici quali le colleghe e i colleghi del GIDIF RBM.

Ferruccio Diozzi


[1] Mi riferisco all’esperienza ESCO, European  Skills/Competencies, Qualifications and Occupations, sviluppato dall’Unione Europea tra il 2010 e il 2015 con l’obiettivo di  creare uno schema di classificazione che identifichi, nell’attuale scenario, abilità, competenze, qualificazioni e occupazioni, definendo le terminologie di riferimento. 
Per il progetto rimendo ai miei articoli  F. Diozzi, Il  progetto ESCO, iniziativa europea per una nuova semantica delleprofessioni, “Notizie Gidif,rbm” 2015, 25 (2) - pag. 6 / 8 e Una   nuova   semantica   delle   professioni. Il   progettoESCO,  European skills/Competencies Qualifications and Occupations: risultati e prospettive, “AIDAinformazioni”,  33(2015)3/4.
[2]Cfr. G. Vigini, Glossario di biblioteconomia e di scienza dell’informazione, Milano, Editrice Bibliografica, 1985 e  F.  Diozzi, Glossario di biblioteconomia e di scienza dell’informazione, Milano, Editrice Bibliografica, 2003.